Rudere di Sant’Elia: si aspetta che si verifichi una tragedia?

Il fatto che non ci siano state vittime nel crollo della palazzina a Bari non deve far scemare l’attenzione intorno ad un problema che purtroppo è comune a tante città. Per evitare il peggio, infatti, è necessario correre ai ripari attraverso forme efficaci di prevenzione. In ogni parte della penisola spesso sono i vigili del fuoco che, chiamati in causa, stabiliscono la pericolosità di un immobile. In quel momento bisognerebbe attivarsi per procedere con il suo abbattimento o con il suo ripristino e invece spesso ci si dimentica del pericolo incombente e ci si limita ad apporre qualche cartello o un po’ di nastro biancorosso.

Un po’ quello che accade anche a Brindisi. Siamo stati proprio noi, a febbraio, a lanciare l’allarme per una situazione ad alto rischio che esiste in via Leonardo Da Vinci, nel rione Sant’Elia. In pratica, tra gli edifici di Arca Nord e del Comune di Brindisi esiste un vecchio rudere di una masseria. Si tratta di una struttura che per lungo tempo è stata sotto sequestro, ma che adesso si trova in una situazione di totale abbandono. Il fatto gravissimo è che i muri sono pericolanti e ciò nonostante all’interno spesso si intravedono senzatetto o extracomunitari che la utilizzano come dimora per trascorrere qualche ora della giornata o per ripararsi in caso di maltempo. E non è tutto. Intorno al rudere vivono centinaia di famiglie e spesso in quel posto ci vanno a giocare anche dei bambini. Di tanto in tanto, negli ultimi anni, sono state apposte delle transenne che poi puntualmente spariscono. E quindi ci si chiede se bisogna aspettare che si verifichi una tragedia prima di intervenire. Non sono noti i progetti dell’Amministrazione Comunale o di chi ha l’effettivo possesso della vecchia masseria, ma è evidente che viene prima l’incolumità della gente e quindi bisogna radere tutto al suolo nel più breve tempo possibile. E speriamo che questa volta qualcuno ci ascolti.

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