Perrucci (Uiltec): Basell investa su Brindisi con progetti alternativi ecosostenibili

La UILTEC di Brindisi esprime la propria preoccupazione sulla presunta fermata dell’impianto di Polipropilene nello stabilimento LyondellBasell di Brindisi. Una preoccupazione che, oltre che per i contenuti, si estende anche ai metodi utilizzati dall’Azienda nel comunicare notizie decisive per il futuro dei lavoratori e del Sistema Industriale di Brindisi saltando a piè pari le ordinarie Relazioni Sindacali.

Abbiamo appreso della decisione da parte dell’Azienda di vendere separatamente i cinque Siti sul mercato dall’evento Euroforum del CAE di Basell e successivamente da un incontro della Azienda con i lavoratori dello Stabilimento di Brindisi senza coinvolgere le Organizzazioni Sindacali.

Nonostante le non poche perplessità prima di esprimere giudizi la UILTEC preferisce conoscere ed entrare nel merito delle questioni. Riteniamo pertanto necessario che nell’incontro già convocato a Roma per il prossimo 19 marzo alla presenza delle Segreterie Nazionali, Basell fornisca ulteriori dettagli sull’operazione e soprattutto chiarisca in modo definitivo le reali intenzioni sul futuro del sito di Brindisi.

Per inquadrare quanto sta accadendo occorre innanzitutto ricordare che già nell’incontro presso la Task Force Regionale dello scorso 6 febbraio l’Azienda aveva reso nota la possibilità di vendere in maniera spacchettata i cinque siti posti sul mercato. Sono dichiarazioni pubbliche riportate nel verbale dell’incontro. D’altra parte è evidente che con l’imminente fermata del Cracking di Brindisi, il Sito di Basell diventi meno appetibile sul mercato. Anche questo dato era noto da tempo.

In secondo luogo Basell, ad oggi, non ha mai dichiarato la fermata dell’impianto PP2, in quanto l’Azienda ha già posto in essere alcuni accorgimenti tecnici per continuare la produzione anche dopo la fermata dell’impianto P1/CR. Ciò avverrà con l’approvvigionamento dei monomeri “via nave”, approvvigionamento garantito anche da Eni-Versalis.

L’aspetto più avvilente di questa vicenda è che ancora una volta c’è chi tenta di speculare addossando la responsabilità di questa scelta aziendale di Basell alle politiche di Eni-Versalis ed alla scelta di diverse Organizzazioni Sindacali – in rappresentanza della maggioranza dei lavoratori del Polo Petrolchimico – di sottoscrivere il Protocollo d’Intesa con l’Azienda presso il Ministero e favorire la riconversione del sito.

A quanti compiono questo forzoso accostamento è opportuno ricordare le date: Basell ha scelto di fermare il suo impianto P9T a settembre 2023 e di mettere in vendita il sito di Brindisi circa un anno prima della presentazione del Piano Industriale di Eni-Versalis. Inoltre Basell ha messo sul mercato ben tre propri impianti di Cracking in Europa, a conferma delle difficoltà di competitività che anche l’azienda Basell – e non solo l’azienda EniVersalis – riscontra sul mercato per la produzione di etilene. Questi i fatti, il resto è solo speculazione polemica.

La UILTEC, al contrario, auspica che si possa ritrovare l’unità e chiedere in modo congiunto a LyondellBasell nuovi investimenti eco-sostenibili alternativi a Brindisi; investimenti che immaginiamo nell’ottica dell’Economia Circolare con l’obiettivo di continuare a mantenere operativo il sito e garantire i livelli occupazionali. Questo è ciò che serve a Brindisi! Troviamo senza ragione quanti attaccano una azienda come Eni che ha presentato concreti progetti di riconversione per Brindisi, progettualità che assumono contorni sempre più operativi se si considera che in questi giorni nel nostro Petrolchimico è già al lavoro un nutrito team di tecnici Eni e Sery Industrial per porre in essere l’investimento degli Accumulatori Stazionari dell’Eni Storage Sistem di Brindisi.

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp
no_fumo_torchiarolo

what you need to know

in your inbox every morning