L’assessore regionale Fabiano Amati ancora una volta è riuscito a dare uno scossone alla vita politica del centro sinistra. Lo fece quando annunciò il suo addio al Partito Democratico per aderire al partito di Calenda e lo ha fatto adesso, annunciando di essersi iscritto online nuovamente al PD. Afferma di non chieder nulla, ma questo non è bastato a salvarlo dalla reazione del coordinatore regionale del partito Domenico De Santis il quale ha detto ufficialmente che il suo partito non è un autobus turistico in cui salire per essere eletti.
Ma è chiaro che la risposta di De Santis non basta. Occorre verificare cosa accadrà in provincia di Brindisi, a cominciare dal capoluogo. In questi anni, infatti, si è caratterizzato per il suo presenzialismo il consigliere regionale Maurizio Bruno il quale legittimamente aspira alla riconferma. Ma oggi il PD è nelle condizioni di eleggere anche due consiglieri regionali, così come accaduto l’ultima volta e quindi la corsa riguarda più di qualcuno. E’ il caso, ad esempio, della vice presidente della Provincia Antonella Vincenti, così come del sindaco di Fasano Francesco Zaccaria. Il tutto, ovviamente, senza contare la possibile discesa in campo del sindaco di Mesagne e presidente della Provincia Toni Matarrelli il quale avrebbe ben pochi avversari sul piano elettorale.
Tutti, però, fanno i conti senza l’oste perchè questa volta il PD della città capoluogo non vuole rimanere a guardare e quindi farà le barricate per avere un proprio candidato al consiglio regionale con buone chance di successo.
Una rivendicazione che ovviamente sarà gestita dal coordinatore cittadino Francesco Cannalire il quale in questi anni ha tenuto la barra dritta proprio per restituire centralità alla sua città.
Certo, aver chiarito che per Amati non c’è spazio facilita il compito, ma è evidente che i prossimi mesi saranno decisivi per stabilire se questa volta la città di Brindisi potrà farcela a riavere un consigliere regionale.