L’accoglienza di Brindisi ed un “San Marco” sempre più integrato con la città…

Quante volte abbiamo sentito parlare di città in cui la crescita è bloccata per la presenza di aree demaniali concesse alle forze armate? In effetti, per decenni proprio chi si occupa della difesa della nazione deteneva aree inutilizzate che invece sarebbero potute risultare utili per far crescere le comunità locali. Si è proceduto, pertanto, con una smilitarizzazione di tante zone non strategiche che sono tornate in possesso delle città. A Brindisi, ad esempio, la Marina Militare ha restituito l’area cosiddetta “deposito catene” all’imbocco del canale Pigonati ed adiacente al piazzale del Monumento al Marinaio. Prima o poi si troveranno le risorse per renderla più accogliente, ma intanto i cittadini possono recarsi sul posto e godere di un panorama bellissimo.

Da qualche anno, inoltre, è molto più fruibile il Castello Svevo, situato nel cuore della città, base del comando Marina. Ci sono visite guidate, così come le sale e la piazza d’armi sono palcoscenico di tante iniziative. Ed i brindisini che un tempo ne chiedevano la restituzione alla città adesso si sono convinti che è una fortuna che la gestione sia della Marina Militare perché il Castello è tenuto in ottime condizioni, perché custodito e controllato, al contrario di tante strutture pubbliche.

Insomma, è cambiato il clima ed oggi proprio la Marina Militare è ancora più integrata con la città ed entrambi non potrebbero fare a meno dell’altro. Un fatto bello e suggestivo, confermato dalle grandi emozioni che i cittadini hanno vissuto al passaggio dei marò della Brigata San Marco durante la “Giornata dell’amicizia”. Insomma, una evoluzione di rapporti che consente ai nostri militari di sentirsi a casa anche quando sono al lavoro, al servizio del paese.

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