Riceviamo e pubblichiamo una riflessione della dott.ssa Teodora Tiziana Rizzo, Pedagogista, Mediatrice Familiare, Presidente Nazionale INAMEF, Assessore alle politiche sociali del Comune di Latiano.
“Un altro allarme sociale che non riguarda solo gli adolescenti ma gli adulti, la dipendenza da Facebook, whatsapp .
Sempre piu’ coppie vengono in studio, chiedono aiuto, hanno grosse difficoltà a comunicare, uomini maturi che si lasciano ammaliare da donne avvenenti e viceversa, che minano e turbano la serenità familiare e personale, uomini e donne che aspettano con ansia carica ad eccitazione, il dialogo virtuale che fa perdere la percezione della realtà e allontana sempre più dalla famiglia.
Figli che osservano queste dinamiche, si chiudono sempre più in se stessi e ne soffrono. Gli adulti devono fare da specchio ai figli.
L’uso improprio e scorretto di facebook sta portando a questo.
Il rischio è che quando si affronta la realtà e si entra nella consapevolezza del dolore altrui, si è già persa la famiglia, l’affetto e la stima di tutti i suoi componenti.
E l’alternativa è solo una mera, illusoria, insignificante permanenza nel virtuale.
Riflettiamo.”
Un articolo che fa riflettere, ancora una volta, sul “problema” dei social che hanno, ormai, “invaso” la nostra vita. Sono troppe le ore che gli adolescenti passano in “balia” dei social. Anche gli adulti, purtroppo, ne fanno, a volte, un uso sconsiderato, con gravi conseguenze. I social, però, non devono essere considerati come qualcosa di assolutamente negativo. È innegabile la loro utilità, in tutti i campi. Sono tantissime le cose che si possono fare con l’uso di Internet e, sicuramente, non si può tornare indietro, sarebbe assurdo solo il pensarlo. È importante, quindi, promuovere un uso consapevole dei social, educare giovani e adulti, affinché non diventino dipendenti da una realtà virtuale, illusoria e ingannevole. Ben vengano i vari convegni organizzati e i tanti esperti del settore che “spiegano” come sia effettivamente possibile usare al meglio facebook, whatsapp e tutto il mondo social. Non è facile, bisogna impegnarsi, soprattutto nelle scuole. È inutile vietare gli smartphone, sappiamo benissimo che tante attività didattiche, si svolgono, ormai, online. Piuttosto che vietare, bisogna educare all’uso consapevole. Anna Consales