Durante il ponte di Ognissanti i militari della Guardia Costiera, dipendenti della locale Capitaneria di Porto di Brindisi hanno rilevato, durante i consueti controlli, la presenza di numerose persone non autorizzate all’interno delle aree sottoposte a security.
Accertata la mancanza delle dovute autorizzazioni di accesso, ai trasgressori, introdottisi illegalmente all’interno dell’area portuale per praticare pesca sportiva, sono state elevate sanzioni sia per violazione delle normative di security, in particolare del Codice ISPS recepito con il Regolamento CE 725/2004 e del Decreto Legislativo 203/2007, attuazione della direttiva 2005/65/CE relativa al miglioramento della sicurezza nei porti, che per svolgere pesca sportiva senza i provvedimenti autorizzativi necessari all’interno del Porto, violando il capo IV dell’Ordinanza della Capitaneria di Porto di Brindisi 72/2013.
I controlli a tappeto che si sono estesi dal porto interno al porto medio di Brindisi hanno portato ad elevare sanzioni amministrative per le suddette violazioni per un ammontare complessivo di circa 17.000 euro.
È noto che tra i compiti della guardia costiera c’è proprio, oltre la salvaguardia della vita umana in mare, salvaguardare i traffici via mare dalle minacce ordinarie e straordinarie motivo da cui hanno preso vita, a livello europeo la direttiva UE 725/2004 che si rifà a quella Internazionale, ovvero al capitolo XI-2 della
convenzione SOLAS (International Convention for Safety of life at sea )e all’ISPS CODE (International Ship and Port Facility Security Code).
In Italia, la Sicurezza Portuale si basa sulle funzioni governative del CISM (Comitato Internazionale per la Sicurezza Marittima nei Porti), che ha il compito di elaborare un programma nazionale contro gli atti terroristici rivolti al settore Marittimo e di stabilire il livello di sicurezza secondo quanto fissato dall’IMO (International Maritime Organization).