Emergenza neonatologia – Ospedale Perrino in crisi. la denuncia della Cisl

La Funzione Pubblica della CISL di Taranto Brindisi denuncia una situazione insostenibile e preoccupante che, da tempo, sta colpendo il reparto di Neonatologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi, gravato da enormi carenze di personale medico, con conseguenti rischi per la qualità dell’assistenza ai neonati e alle loro famiglie. La nascita, che dovrebbe essere un evento bellissimo, viene vissuta dalle mamme come un momento di ansia e preoccupazione, una condizione che non è giusta. La situazione in queste ore si aggrava ulteriormente a causa dei ridimensionamenti assistenziali della Neonatologia dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, che ha subito anch’essa un drammatico impoverimento delle risorse umane, con il personale medico ormai ridotto al lumicino e una sempre maggiore difficoltà nel garantire un servizio adeguato.

Nel reparto del Perrino, le difficoltà organizzative e la continua carenza di risorse mettono a serio rischio l’efficacia dei servizi offerti, con un impatto devastante sulla vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, costrette spesso a subire il distacco forzato dai propri bambini a causa dei trasferimenti d’urgenza verso altre strutture. “La situazione è ormai al limite, e la salute dei neonati e delle madri è in pericolo. È urgente un intervento delle autorità competenti,” dichiara Giuseppe Lacorte, Segretario Generale della CISL FP Taranto Brindisi.

Dal 1° giugno 2024, il reparto di Neonatologia dell’ospedale Perrino è privo di una direzione stabile, affidato a un medico, la Dr.ssa Lestingi, che pur essendo altamente qualificata, ricopre il ruolo di facente funzione. Sebbene nelle ultime ore si sia svolto il concorso per il primariato, di cui non conosciamo ancora gli esiti, la situazione attuale costringe la stessa facente funzione a coprire turni, spesso anche doppi, oltre alle reperibilità. Il reparto conta solo due medici, aiutati da un paio di medici già in quiescenza, dai gettonisti baresi e leccesi che garantiscono qualche prestazione e da un medico specializzando. “La dottoressa Lestingi svolge un lavoro straordinario, ma non è possibile gestire un reparto così complesso in queste condizioni. La situazione è critica e la qualità dellassistenza ai neonati è gravemente compromessa”  sottolinea Lacorte.

La carenza di figure professionali appartiene anche al Comparto, partendo proprio da chi dovrebbe dirigerlo, infatti manca un Coordinatore infermieristico da novembre 2024. Il personale di supporto è di fatto condiviso tra diverse Unità Operative, mentre quello infermieristico è obbligato a mettere “pezze” sui vuoti. A complicare ulteriormente la situazione, vi è la gestione dei neonati prematuri, in particolare quelli con età gestazionale inferiore alle 34 settimane, che richiedono un’assistenza intensiva. Quando non è possibile trasferire la madre, i neonati sono costretti a esserlo in altre strutture, come Lecce o Bari, con il doloroso distacco tra madre e bambino che si ripercuote negativamente sulla salute del piccolo.

La chiusura del punto nascita al Camberlingo di Francavilla Fontana ha ulteriormente aggravato la situazione, aumentando il numero di nascite al Perrino e mettendo ancora più sotto pressione un sistema già al collasso.

È prezioso il supporto che la Unità di Pediatria di Brindisi ha dato a questo reparto ma la situazione è fuori controllo. Non possiamo più permetterci di rischiare la salute dei neonati e delle madri. Se non intervengono rapidamente le autorità competenti, questa emergenza potrebbe trasformarsi in una tragedia. Chiediamo un potenziamento urgente dell’organico medico e di Comparto, la stabilizzazione del personale a tempo determinato e la nomina immediata di un Coordinatore infermieristico.

“Come CISL FP Taranto Brindisi – conclude Giuseppe Lacorte –  ribadiamo che, salvo che il fine ultimo non sia quello di chiudere per trasferire il reparto e le sue eccellenze altrove, le istituzioni sono chiamate a rispondere concretamente e senza indugi. La situazione è ormai insostenibile e ogni ulteriore ritardo comporta danni irreparabili per i pazienti e per chi quotidianamente si impegna nella cura. La salute di neonati e madri non può essere sacrificata: è il momento di un intervento tempestivo, che rispecchi lurgenza e la responsabilità che la situazione impone.”

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