De Marco (Femca/Cisl): Gravi preoccupazioni per il futuro dello stabilimento Euroapi

di Marcello De Marco

Segretario Generale Femca Cisl Taranto Brindisi

Nonostante la promessa di portare a termine gli investimenti, per i quali erano in fase di valutazione anche sostegni da parte regionale, le produzioni dell’impianto Euroapi di Brindisi sono ancora inferiori al 30%

Situazione insostenibile questa, giacché lo stesso stabilimento ha visto le sue produzioni ripartire appena lo scorso agosto dopo uno stop “a seguito della scoperta di mancanze nel controllo qualità” che noi segnalammo potesse lasciare gravi strascichi; ed in effetti forse così e stato.

Nonostante un efficace ed affidabile piano di azioni correttive avviato nel sito e la riattivazione della licenza di conformità alle Gmp (norme di buona fabbricazione da parte di AIFA) le produzioni dei principi attivi stentano a ripartire.

La produzione di Rifaximina (antibiotico), una parte importante delle produzioni del sito brindisino, non è mai davvero ripartita in quanto sembra non esserci stato accordo con un cliente storico. Quindi produzioni ad oggi ferme.

Rifamicina “o” altra produzione ferma (un intermedio del precedente farmaco elencato)

Rifampicina lentamente ripresa ma mai andata a regime

Teicoplaniana produzioni ridotte del 60%

L’unica produzione attualmente in forze e quella della spiramicina (altro antibiotico) che verrà fermata però definitivamente entro il 2025 in quanto l’unico cliente, nonché proprietario del processo, in questo caso Sanofi, ha già deciso che il prodotto non serve più perché fuori mercato a dispetto di quanto promesso tempo a dietro e cioè solamente 4 anni fa in fase di cessione di ramo d’azienda.

Ricordiamo che per la costruzione di questo impianto la sanofi si avvalse di finanziamenti regionali attraverso un Accordo di programma, ed ora, dopo soli circa 10 anni l’impianto andrà in dismissione.

Per quanto riguarda invece il nuovo investimento per la produzione dei Sali di vitamina B12, con il nuovo impianto chimico autorizzato si rimanda il lotto tecnico di validazione da circa tre mesi.

Sintetizzando: l’impianto produce oggi il 30% circa di quanto prodotto qualche anno fa, la prospettiva peggiore è che una volta fermata la produzione di Spiramicina, che oggi rappresenta praticamente il 20% di quel 30% espresso in precedenza, resti ben poco in marcia nello stabilimento e la vendita annunciata, tra l’atro con un periodo di deu diligence spropositato, che si chiude nel 2027, si possa trasformare in una inesorabile chiusura.

Il prossimo 4 marzo sarà data importante per lo stabilimento, in quanto verranno resi noti i dati finanziari ed eventualmente anche le strategie; e fu proprio a marzo scorso che venne dichiarata la messa in vendita dello stabilimento.

Ricordiamo che a fronte dei circa 200 lavoratori vi insistono altri 30 lavoratori precari oramai in pianta stabile dello stabilimento ma precari da circa 12 anni.

Attendiamo con ansia la pubblicazione dei dati ed abbiamo già chiesto attraverso la regione una vigilanza ministeriale sulla vertenza EUROAPI che può rappresentare un ulteriore colpo mortale per l’assetto industriale e l’economia del territorio brindisino.

                                                                     Marcello De Marco

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