“DALL’ESSERE PER LE COSE ALL’ESSERE OLTRE LE COSE”: DIBATTITO A BRINDISI

Presso la Sala Convegni Hotel Palazzo Virgilio, Brindisi, nell’ambito de:”Il Maggio dei Libri”, è stato organizzato un interessante incontro:”Dall’essere per le cose all’essere oltre le cose”, con Antonio Luigi Palmisano autore del libro:”Antropologia post globale”. È intervenuto il Prof. Corrado Nicola De Bernart, Presidente del Rotary Club Brindisi, Appia Antica, che ha dato il benvenuto ai presenti, focalizzando l’importanza di questo terzo appuntamento del “Maggio dei libri”, un progetto importante nell’ambito della promozione culturale e, soprattutto, un autore come Palmisano, che è un antropologo di grandissimo spessore. È intervenuta, quindi, la Dott. Anna Cinti, Presidente dell’Associazione Culturale Arte Antica e Contemporanea “Le Colonne”, che ha creduto fortemente in questo progetto, perché è giusto incontrare il territorio, la cittadinanza, per approfondire tematiche che, solitamente, non vengono affrontate. Il Prof. Giacomo Carito, Società di Storia Patria per la Puglia, ha parlato del libro che lo ha molto affascinato per i riferimenti al grande filosofo tedesco Martin Heidegger. L’ analisi del Prof. Palmisano è di grande interesse e muove, appunto, da un testo di Heidegger, in cui il filosofo proponeva un’analisi dell’esistere. La caratteristica dell’uomo moderno è quella della cura delle cose. L’uomo è ciò che produce. C’era, già allora, una percezione di una riduzione dell’individuo alle cose che produce. Il Prof. Palmisano ha esordito ringraziando Emanuele Amoruso per l’organizzazione di questi eventi, così importanti soprattutto perché si legge poco. Ha parlato, poi, della filosofia tedesca che è alla base di tutto quello che è avvenuto nell’antropologia. Amoruso ha dialogato con l’autore, focalizzando temi importanti, come la crisi dell’essere, di come stare al mondo, la stabilità del reddito che non c’è più, i nostri figli che non sanno che futuro avranno. Palmisano sostiene che la globalizzazione è finita già da un pezzo. In tanti sono convinti che non ci sono più ideologie di riferimento, ma lui non è d’accordo, perché ci sono, anche se non visibili, sotto le acque. Siamo cresciuti nell’esaltazione dell’io. Si può e si deve scoprire un linguaggio che supera quello verbale. Il dialogo si arricchisce molto quando avviene faccia a faccia. Riaprirci al dialogo è fondamentale per la nostra liberazione. L’uomo è stato ridotto ad un composto meccanico, perché siamo caduti nell’inganno di ideologie nascoste. Dobbiamo ripotenziare i nostri sensi, chiudere gli occhi per “vedere meglio”. Questo è il mondo post globale, ma non durerà molto, ci sarà un’altra rivoluzione. Recuperando i nostri sensi, recuperiamo l’apertura al mondo. Sicuramente, un incontro interessante, tanti spunti su cui riflettere. Anna Consales
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