Centro riabilitazione Ceglie. Amati: “Contro le diffide sindacali, solidarietà a De Nuccio, Usai e Pati. Nella ASL su tutti incombe il lavoro sui malati, si rispettano le leggi e non s’importano le vecchie abitudini del privato”
Comunicato del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.
“Circa il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, leggo una diffida del sindacato FIALS contro le decisioni del Direttore generale della ASL di Brindisi Maurizio De Nuccio, della dirigente delle professioni sanitarie Adelina Usai e della dirigente dell’area riabilitativa Claudia Pati.
“Tale diffida vorrebbe contrastare provvedimenti utili a riportare l’attività del Centro a legittimità ed equità e in particolare attraverso la rotazione del personale nei ruoli di coordinamento.
“La motivazione della diffida consisterebbe nel fatto che i provvedimenti adottati si porrebbero in discontinuità con la gestione privata della Fondazione San Raffaele, senza però considerare la finalità: l’esecuzione del numero massimo delle prestazioni sanitarie assegnate, attraverso la giusta rotazione del personale nelle postazioni di coordinamento.
“Gli incarichi di coordinamento, infatti, non rappresentano un’esenzione del personale interessato dall’attività sanitaria sui pazienti, e a regime devono essere assegnate a personale in possesso dei titoli previsti dalle norme e non sulla base di vecchie prassi.
“Chiarito ciò e fermo restando l’ovvia libertà nell’attività di critica sindacale, che rispetterò sempre, esprimo la mia solidarietà nei confronti di De Nuccio, Usai e Pati, per l’energia e la determinazione con cui stanno conducendo l’attività di rigenerazione del Centro di riabilitazione.
“Certo, le vecchie abitudini e incrostazioni sono difficili da revocare e rimuovere, anche perché la mente umana è fortemente abitudinaria e mal sopporta i cambiamenti, ma tutti devono sapere che nel servizio pubblico, almeno come lo vedo io, bisogna avere idee chiare sulla priorità della cura dei malati, sulla normalità del rispetto delle leggi e sul divieto di eredità delle vecchie pratiche del passato. Abbiamo fatto il grande lavoro d’internalizzazione per allontanarci dalle pratiche della Fondazione San Raffaele e non per importarle nel servizio pubblico. Chi su questo punto ha un’opinione contraria, poteva non aderire all’avviso pubblico per il transito nella ASL oppure può rinunciare al contratto e senza rancore. Ma confido in un cambio d’idea per continuare a fare le cose bellissime che assieme sono certo faremo.”