Purtroppo anche questa volta la Puglia non ce l’ha fatta a piazzare uno dei suoi gioielli tra le capitali italiane della cultura. La prescelta per il 2027, infatti, è la città di Pordenone che ha ottenuto il consenso unanime della giuria.
E dire che la nostra regione questa volta aveva sfoderato pezzi da novanta con la storicità della città di Brindisi, con il fascino di Gallipoli e con la suggestione di Alberobello.
Tre dossier di particolare rilevanza che per mesi hanno impegnato le rispettive comunità per inseguire un obiettivo particolarmente prestigioso.
Certo, resta la soddisfazione di essere arrivate tra le prime dieci concorrenti e soprattutto resta un patrimonio costituito proprio dagli interventi illustrati nei dossier e che potranno essere realizzati comunque per far crescere l’attrattività culturale e turistica delle nostre perle.
Brindisi, come è noto, con il ”Navigare il futuro” aveva messo in campo beni storici come il castello Alfonsino, ma anche beni naturalistici come il Cillarese e un sito culturale come il Nuovo Teatro Verdi. E poi un ricco programma di eventi da realizzare proprio nell’anno 2027, con o senza titolo di capitale d’Italia.
Gallipoli, invece, ha puntato su un progetto di ricostruzione del paesaggio, così come su interventi a tutela dell’ambiente. Il tutto, ovviamente, partendo dal suo mare bellssimo e dal ruolo che ha già saputo conquistarsi a livello internazionale.
Alberobello, invece, ha giocato la carte dell’intesa con castellana Grotte, Noci e Polignano a Mare, con una comunità di circa 70.000 persone che insiste sulla ricerca della propria identità per farne un punto di forza nel programma di ulteriore valorizzazione dei territori interessati.
Insomma, il titolo non è arrivato, ma la Puglia può andare fiera del lavoro svolto e per la capacità di mettere in campo le armi migliori per continuare a crescere.