Ancora una volta i brindisini sono costretti a fare i conti con una situazione ambientale a dir poco preoccupante. le segnalazioni, come spesso accade, arrivano dalla zona industriale dove i lavoratori sono costretti a convivere con una puzza insopportabile che provoca anche irritazione agli occhi ed alle vie respiratorie. E serve a poco chiamare i vigili del fuoco, visto che i riulievi deve eseguirli l’Arpa la cui struttura, però, risente della eccessiva burocratizzazione di questo paese. Occorrerebbe un sistema di intervento immediato per individuare la fonte delle emissioni ed invece tutto tace. Fu proprio la nostra testata giornalistica, ad esempio, a denunciare gli sversamenti della Sanofi, ma di quella inchiesta non si è saputo più nulla, come se i cittadini non avessero il diritto di sapere se era tutto a posto oppure se c’era da preoccuparsi. E che dire deglio sversamenti rilevati nel Fiume Piccolo? Lì ci sono una decine di aziende che potrebbero aver inquinato (mica diecimila!), ma è rimasto tutto lettera morta. Quanto all’aria irrespirsabile, invece, paghiamo lo scotto dell’assenza totale di un sistema pubblico (e non basato sui dati delle singole aziende) di rilevazione. Questo significa che chiunque può fare di tutto, a discapito della salute dei cittadini. Ma forse è arrivato il momento di andare ben oltre la semplice denuncia sugli organi di informazione. Ed in questo anche le istituzioni locali sono chiamate a fare la loro parte.