Al di là della maniera edulcorata con cui vengono comunicati i dati aeroportuali mensili agli organi di stampa, appare sempre più chiaro che l’aeroporto di Bari cresce di gran lunga più del doppio rispetto a quello di Brindisi. Ed il tutto non è affidato al caso, visto che si tratta di scelte ben precise di Aeroporti di Puglia e delle compagnie aeree che proprio con la società di gestione concordano quale scalo scegliere e quali orari attuare per i collegamenti.
I dati di febbraio intanto confermano che si sta facendo di tutto per far crescere l’aeroporto di Foggia, anche se si tratta di numeri complessivamente poco significativi. Nel mese appena concluso, invece, l’aeroporto del Salento di Brindisi chiude con un più 10%, anche se risulta più interessante, per poter fare una valutazione compiuta, considerare il dato complessivo dei primi due mesi dell’anno. Ebbene, a Brindisi si registra una crescita dell’8,6% e la stessa percentuale di aumento vale anche per il traffico internazionale, fermo ad appena 40.000 passeggeri in 60 giorni.
A Bari, invece, a gennaio si è registrata una crescita del 21,5%, quindi più del doppio rispetto al Salento. Per il dato dei primi due mesi dell’anno il traffico internazionale vola addirittura del 39,2% in più rispetto allo scorso anno e comunque la crescita complessiva dello scalo del capoluogo di regione è del 18,3%.
A fronte di questi dati statistici, il Presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile parla di parametri di crescita in linea con quanto previsto. Il che conferma che la politica aziendale della società di gestione non si è modificata di una virgola in favore delle tre province salentine. Purtroppo la verità è questa, al di là di promesse non mantenute e di impegni mai assunti.