Cobas – Vertenza Versalis: ENI e Governo devono garantire impegni definiti e tempi certi

Vertenza Versalis: ENI e Governo devono garantire impegni definiti e tempi certi

Tutti dovremmo sapere che un protocollo d’intesaè un accordo non vincolante tra due o più parti che stabilisce le linee guida per una futura collaborazione.

Un protocollo di intesa non ha forza legale; rappresenta solo un atto formale di un impegno morale e professionale tra i sottoscrittori.

E non poteva essere diversamente per il protocollo di intesa sottoscritto al Mimit poiché quel protocollo altro non è che un elenco di linee guida, ovvero un elenco di “buone intenzioni”, ma che non contiene nulla di concreto che possa essere inteso, anche lontanamente, come un impegno preciso con un cronoprogramma certo per la realizzazione.

Se questo è, anche le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni.

In sostanza, quello che manca nel protocollo di intesa è il piano dettagliato delle attività da svolgere nel sito e il cronoprogramma certo di attuazione affinché si possa valutare il numero degli addetti da impiegare e per indirizzare in maniera più puntuale possibile piani formativi adeguati alla tipologia delle attività in modo da tenere inalterati i livelli occupazionali che accompagneranno la trasformazione produttiva del sito.

Qualcuno dimentica che di mezzo ci sono i lavoratori dell’indotto, i più fragili, che in quel protocollo, pur sforzandosi, non ci stanno vedendo la prospettiva che possa garantire loro a breve, a medio e lungo termine, la stabilità occupazionale.

Infatti, i lavoratori dell’indotto piano piano stanno rinsavendo e stanno capendo che in quel protocollo, così come è scritto, c’è qualcosa che non va.

Lo ha capito fin da subito la Regione Puglia che si è guardata bene dal prestare il fianco ad una operazione meramente speculativa da parte di ENI la quale ha messo pure nero su bianco, nel documento, che l’attuazione del protocollo di intesa si svolgerà secondo le linee guida della convenienza economica del business di ENI.

E tanto per rafforzarlo, il protocollo è stato sottoscritto addirittura dalla Regione Lombardia che non ha nessun sito interessato citato nel documento per cui… non c’è bisogno di avere una sfera di cristallo o del consulto della zingara per capire che dietro c’è il trucco.

In verità non è stata solo la Regione Puglia a prendere le distanze da quel protocollo di intesa.

Siamo convinti che la verità prima o poi verrà a galla ma meglio se viene prima per evitare di aggiungere un ulteriore disastro sociale in un territorio già fortemente provato dal punto di vista sociale ed economico.

Lunedì scorso il Comitato Sepac della Regione Puglia aveva convocato i sindacati e le associazioni datoriali presso la Presidenza della Regione Puglia con la finalità di emendare quel protocollo da riconsegnare a ENI e Governo con proposte nette e definite per dare garanzie e tutele ai lavoratori, soprattutto ai lavoratori dell’indotto che sono i più deboli rispetto ai lavoratori diretti.

Come Cobas abbiamo partecipato all’incontro convocato dal Comitato Sepac e abbiamo dato il nostro contributo.

Vogliamo sperare che gli emendamenti proposti vengano recepiti da ENI e dal Governo e che diventino sostanza e garanzia; in caso contrario dovremmo attrezzarci diversamente per far valere le ragioni del territorio che non può rimanere inerme e subire uno schiaffo così pesante.

Auspichiamo che il Sindaco di Brindisi non trascuri che quel protocollo manca del tutto di garanzie, sia sulle attività attuali e prossime future nel sito e sia sui livelli occupazionali.

Riteniamo invece che sarebbe doveroso da parte sua attivarsi assieme alle altre istituzioni provinciali e regionali per pretendere quelle garanzie da ENI e dal Governo perché le ricadute occupazionali negative non riguardano solo la città di Brindisi ma l’intero territorio brindisino.

Siamo fiduciosi che il Sindaco di Brindisi comprenda che l’azione della Regione Puglia è volta a rendere ancora più stringenti i contenuti del protocollo come siamo fiduciosi che il Sindaco si adopererà a dare sostegno alla Regione Puglia e Provincia in questo momento storico particolare per il territorio brindisino.

Come Sindacato Cobas ribadiamo ancora una volta che anche per ENI-Versalis c’è bisogno di un accordo di programma come è già stato fatto per Enel in modo tale da avere una garanzia negli impegni e negli investimenti perché sia ENI che Enel sono le due facce della stessa medaglia che, quasi in contemporanea, stanno creando forte preoccupazione sul versante occupazionale in un territorio molto particolare.

Non vorremmo che lo Stato, con leggerezza e senza colpo ferire, favorisca i disimpegni dal territorio brindisino delle due sue aziende partecipate ENI e Enel.

Non vorremmo però, che il conseguente problema di ordine sociale, effetto di questi disimpegni senza la tempestiva costruzione di un’alternativa occupazionale, si trasformi poi in un problema di ordine pubblico. 

Per il Sindacato Cobas – Cosimo Quaranta

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