Il mancato confronto, secondo me, non può far venir meno la responsabilità e la programmazione unitaria per la difesa del territorio.
Questi sono due obiettivi importanti da non trascurare anche per la tutela delle aziende e delle famiglie dei lavoratori.
Il tavolo d’incontro in Prefettura, alla presenza del Prefetto Dott. Luigi Carnevale e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, chiedeva una svolta per il cambiamento, intesa in un sistema d’innovazione e di ricerca per uno sviluppo della chimica che possa essere più sostenibile e competitiva per l’industria brindisina.
Infatti sappiamo, e mi permetto di sostenere, che il problema della Chimica, cosi come dice Versalis, “si risolve solo con la chiusura degli impianti di cracking e quindi del polo chimico”, ritengo invece che essa non si affronta con la chiusura ma con la ricerca di un mercato di riferimento.
La mancanza quindi, di una sua programmazione e della responsabilità accentua la crisi e non determina una soluzione nei settori produttivi e industriali sia per la tenuta economica delle Aziende e sia per la tutela delle moltissime lavoratrici e lavoratori che meritano attenzione e, soprattutto, un futuro occupazionale più giusto e certo.
L’incontro programmato per il 10 marzo, secondo me, è sicuramente in ritardo, insisterà sicuramente per creare un dialogo e discutere non solo su Versalis.
Al termine, spero che le parti Istituzionali firmeranno, in modo unitario, la scrittura di un Protocollo d’intesa da inviare al Ministro Urso sul Futuro della Chimica, “necessario, utile ed importante”, per il Cracking e “Ridurre la Marcia dei Forni” e quindi, essere rispondente alla richiesta di un mercato tale da garantire il manifatturiero, le nostre imprese e mantenere la loro capacità produttiva e competitiva.
Nel tavolo d’incontro del 4 marzo scorso, come ha suggerito il Presidente Emiliano: ”il problema della chimica non si risolve chiudendo il Cracking”, che io condivido, cosi come ritengo che la sua conservazione non è utile allo scopo del raggiungimento del cambiamento e della stessa Chimica.
In questo, credo che sia doverosa l’unitarietà tra le parti sociali ed istituzionali e, quindi, mi permetto di suggerire a presentare davanti al MIT un Protocollo d’Intesa che indichi la riduzione della “Marcia dei Forni del Cracking”, necessaria al “Far bisogno del Mercato”, anche della Bassell, che per ora è in oblio da tutti.
Credo infine che la condivisione degli intenti sia la parte conclusiva per essere più responsabili e poter programmare obiettivi approvati a rafforzare la tenuta del territorio per una svolta intenzionata a cambiare in un percorso produttivo, competitivo ed innovativo sui diritti delle Aziende, dei lavoratori e dei cittadini.
Tonino Licchello