Amati, “Ecco perché mi sono iscritto al PD, senza chiedere nulla e senza alcuna pretesa”

Dichiarazione dell’assessore regionale Fabiano Amati.

“Mi sono iscritto al PD nelle forme aperte consentite dallo Statuto del PD (online), perché non ho nulla da negoziare in cambio. Anzi. Di solito chi “ritorna” s’iscrive dopo aver negoziato di persona qualcosa di concreto e promettente per la propria carriera. Io non ho chiesto nulla in cambio e nemmeno la ricandidatura nelle liste del PD; l’ho fatto perché ho maturato l’idea, come ho detto subito dopo le ultime elezioni europee, che anche le posizioni di una cultura europeista, liberale e democratica possono avere casa nel PD guidato da Elly Schlein, nella Giunta regionale presieduta da Michele Emiliano e nel futuro di questa regione guidata, come auspico, da Antonio Decaro.
E per sostenere la necessità di ulteriori apporti provenienti dalla cultura europeista, liberale e democratica, basti pensare agli ultimi avvenimenti internazionali, con l’Italia spostata verso le posizioni di Trump, contro l’Europa e speriamo mai in favore delle posizioni di Paesi aggressori, come la Russia, e contro Paesi aggrediti come l’Ucraina.
Chi mi conosce sa che faccio le cose motivato da forti passioni, magari sbagliate, come capita a tutti e a me di più per la pluralità degli azzardi, ma conseguenza di un grande ideale ereditato e a cui provare di tener fede, perciò non è per retorica che una decisione a caratura territoriale e locale sia stata attivata anche da grandi questioni internazionali e nazionali.
Non m’iscrivo al PD per “giocare” solo nel ridotto della dimensione regionale, fatta anche di comprensibili e umanissime paure o ritorsioni. M’iscrivo al PD per contribuire a portare in quel partito, che anni fa contribuii a fondare, la mia esperienza e la mia storia, incoraggiato da tante persone e dirigenti politici che con me hanno solidarizzato nei mesi scorsi e anche in queste ore. Persone contente nel vedere rappresentate direttamente da un esponente del PD regionale e dal gruppo consiliare guidato con saggezza da Paolo Campo, le questioni attinenti alla immensa prospettiva della genetica medica, degli screening neonatali, degli screening per tumori della mammella, del colon e dell’utero, e delle sperimentazioni scientifiche più ardite per salvare le vite umane; basti pensare che è di queste ore la notizia di sperimentazione sulla somministrazione in utero di terapie anti SMA, che planano molto a proposito con il nostro programma Genoma-Puglia, da me ideato e sostenuto con coraggio e lungimiranza da Raffaele Piemontese.
Persone contente nel vedere introdotte anche nel dibattito interno al PD, le questioni della nuova edilizia ospedaliera, dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII e del ritorno nella gestione pubblica di importanti presidi riabilitativi, contro forme di gestione privata fortemente sostenute dal Governo Meloni; basti pensare all’impugnazione dinanzi alla Corte costituzionale delle nostra legge regionale sul Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, sino ad alcuni mesi fa gestito dalla Fondazione San Raffaele della famiglia del senatore della Lega Antonio Angelucci.
Persone contente nel vedere seguite attentamente dal PD, alcune delle questioni attinenti ai diritti civili e sociali, come quella sul fine vita o sul concetto di acqua pubblica; basti pensare alla legge su AQP, meditata con i suggerimenti essenziali del Presidente Emiliano, e alle politiche di bilancio fondate sui risparmi nei contributi ai Consorzi di bonifica, ottenuti attraverso il lavoro senza pause di Donato Pentassuglia e poi indirizzati al finanziamento della legge per gli estendimenti della rete idrica fuori dai perimetri delle città.
Persone contente nel vedere la centralità delle politiche energetiche nel dibattito pubblico promosso dal PD, reso spumeggiante e colmo di futuro attraverso una stretta collaborazione con le buone idee di Alessandro Delli Noci sui serbatoi energetici di gas in alcuni porti pugliesi (a cominciare da Brindisi) e sulle compensazioni territoriali da concentrazione di infrastrutture energetiche; basti pensare all’orgogliosa difesa delle posizioni dei cittadini pugliesi nei confronti della società titolare del gasdotto TAP.
E non solo questo, ovviamente: ci sono altre cose e altri protagonisti a cui dare merito, che evito di citare nel dettaglio per non soverchiare con fattori autobiografici una riflessione di giornata e a chiaro contenuto organizzativo.
Ma c’è tanto altro, attinente al merito della politica e che servirebbe dire per catalogare una scelta, non legata a una politica fondata, dibattuta e conclusa solo attorno a meri fattori di posizionamento, come sanno tutti quelli impegnati in ruoli chiave nel duro lavoro dell’amministrare, a cominciare dal segretario regionale del PD Domenico De Santis nel suo ruolo di vice Capo di gabinetto del Presidente Emiliano.
Spero che questa vicenda assuma caratteri ordinari, senza clamori da attenzione decisamente immeritati. Non ho chiesto niente e non chiedo niente perché cominciai la politica dal niente, sapendo che anche le lunghe strade prima o finiscono nel niente e resistono invece nella memoria, come cespiti di un’esperienza, solo le cose fatte per mantenere fede a un costoso dovere e non per lasciarsi accarezzare da un lucrativo calcolo.”

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